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Charles Darwin

Carles Robert Darwin (nato a Shrewsburyil  in Inghilterra 12 febbraio del 1809 in una famiglia benestante e morto a Londra  il 19 aprile 1882) è stato un biologo, naturalista e illustratore britannico, conosciuto (anzi celebre) per avere formulato la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri ereditari, e della loro diversificazione e moltiplicazione per discendenza da un antenato comune.

Pubblicò il suo lavoro più noto ossia la sua teoria sull'evoluzione delle specie nel 1859 (dopo diverse modifiche e tentennamenti) principalmente grazie ai dati raccolti durante il viaggio intorno al mondo sul brigantino Beagle. Importante a questo fine fu anche la sosta alle isole Galapagos.

Ma chi era Darwin e come si sviluppò in lui la passione per la natura e il suo spirito di osservazione?

Come spesso accade per le “passioni” di tutti, anche per lui cominciarono a svilupparsi da bambino.

Da scolaro lesse il libro” la storia naturale e antica  di Selborne, testo diffuso  in quel periodo, che conteneva le osservazioni di campagna  scritte dal naturalista Gilbert Withe,considerato uno dei padri fondatori della storia naturale.

Neanche  a dirlo il giovane Charles ne rimase affascinato ed inizio a collezionare insetti, ad osservare gli uccelli e a raccogliere rocce e minerali vari.

Finite le scuole primarie, nel tempo libero passò a collezionare uccelli e uova  ma anche insetti. Insieme al fratello Erasmus  eseguiva esperimenti chimici (pare alquanto puzzolenti) nel capanno degli attrezzi. Grazie a questa attività  si ritrovò il soprannome di Gas. A scuola riusciva bene in matematica e geometria mentre trascurava lo studio dei classici antichi.

Nel 1825, a 16 anni, cioè due anni prima di completare gli studi, fu iscritto dal padre alla facoltà di medicina dell'università di Edinburgo. Ma la rozzezza della chirurgia del tempo e il suo disgusto per la dissezione ((si sentì male in entrambi gli interventi a cui assistete) lo portarono ad abbandonare la scuola di medicina, senza conseguire la laurea nel 1827.

Durante il suo soggiorno ad Edinburgo il giovane Darwin seguì anche le letture di ornitologia di Audubon; famoso ornitologo e pittore di volatili americano (una celebre society statiunitense  è a lui intitolata).  Oltre a trovare il modo di imbarcarsi con i pescatori di ostriche di Newhaven per compiere ricerche negli stagni locali che gli fruttarono la prima relazione scientifica di fronte ad una società studentesca conobbe anche lo zoologo “lamarkiano” R. E. Grant  che esercitò una grande in fluenza sulla formazione scientifica di Charles.

Il padre deluso dagli insuccessi negli studi di medicina e preoccupato per il suo futuro lo mandò nel 1828 al Christ's College a Cambridge, sperando in una sua carriera ecclesiastica.

Anche lì il giovane Charles ebbe l'impressione di sprecare il suo tempo, “imbrancato in una folla di perdigiorno che comprendeva giovani corrotti e di dubbia moralità”.

Però proprio lì fu molto influenzato da scienziati come William Whewell (esperto in mineralogia) e il botanico John Stevens Henslow. Queste esperienze e la sua collezione di coleotteri , che raccoglieva in campagna,  lo indirizzò verso la storia naturale. Studiando lo stretto necessario studiò  e si diplomò in teologia (facendo contento il padre) ma contemporaneamente studiò anche botanica.  Nell'estate  del  1831 terminati gli  studi e superati gli esami finali accompagnò il grande geologo Adam Sedgwickin in un'escursione nel Galles del nord dove fece esperienza sul campo di rilievi stratigrafici.

Proprio in quel periodo l'ammiragliato britannico aveva messo a punto una spedizione intorno al mondo della nave Beagle al comando del capitano Robert Fitzroy. Come naturalista di bordo era già stato proposto il reverendo Leonard Jenyns, stimato entomologo, che si ritirò all'ultimo momento.

Da più parti venne raccomandato Charles Darwin  che all'inizio rifiutò per le pressioni paterne poiché non  veniva corrisposto alcun compenso. Però in seguito all'intervento  di uno zio che convinse  il padre Darwin si recò ad incontrare il capitano della nave.

Fu fortunato perché Fitzroy fu ben impressionato dal suo entusiasmo e dalla sua raffinatezza anche se era di opinioni politiche opposte alle sue. Era il 1831.

Nel lungo periodo trascorso tra mari e terre, Darwin ebbe modo  di sviluppare quelle capacità di osservazione e di analisi che gli resero possibile la formulazione di un  principio biologico  che doveva rivelarsi l'unico modo veramente scientifico di interpretare la dislocazione  e la varietà delle specie viventi nei differenti contesti.

Rivoluzionario! Infatti all'epoca si credeva che Dio (quale creatore ) provvedesse a rimpiazzare le specie estinte con altre a sua discrezione, era un principio radicato sia tra il popolo che tra i nobili. Affermare qualcosa di diverso era  a dir poco blasfemo e incorreva nella censura generale con le conseguenze del caso.

La possibilità di lavorare direttamente sul campo d'indagine gli permise di studiare  di prima mano le caratteristiche geologiche e un gran numero di organismi viventi e fossili. Raccolse un gran numero di campioni sconosciuti alla scienza che conferiti al British Museum  erano già un ineguagliato contributo scientifico.

Nel suo viaggio visitò le isole di Capo Verde, le isole Falkland,la costa del Sud America, le isole Galapagos e l'Australia. Ritornato in patria nel1836, Darwin analizzò i campioni selle specie animali e vegetali raccolti e notò la somiglianza tra  quelli raccolti nella stessa area geografica.

In particolare notò che ogni isola dell'arcipelago delle Galapagos aveva proprie forme di tartarughe e specie di uccelli differenti per aspetto e dieta ma per altri versi simili.

Nella primavera del 1837 ornitologi del British Museum lo informarono che che le numerose e piuttosto differenti  specie di uccelli raccolte alle Galapagos appartenevano (tutte) a un  gruppo di specie della sottofamiglia Geospizinae, all'interno della famiglia dei fringillidae, a cui appartengono anche i comuni fringuelli.

Questo fatto, unitamente alla rilettura del saggio del 1798 di Thomas Mathus sulla popolazione, innestò una catena di pensieri che sfociarono nella teoria  dell'evoluzione per selezione naturale e sessuale. Darwin ipotizzò che le differenti tartarughe avessero  avuto origine de un unica specie e si fossero diversamente adattate nelle diverse isole dell'arcipelago.

Sulla base di quelle riflessioni, e in sintonia con i “Principi di geologia” di Charles Lyell ed il  “saggio sui principi della popolazione” di Malthus, Darwin scrisse gli appunti sulla trasformazione delle specie.

Ben consapevole dell'impatto che la sua ipotesi avrebbe avuto sul mondo scientifico si mise a indagare attivamente alla ricerca di eventuali errori, facendo esperimenti con piante e piccioni e consultando esperti selezionatori di deverse specie animali. Nel 1842 stese il primo abbozzo della sua teoria e nel 1844 cominciò a scrivere il saggio di 240 pagine in s cui esponeva una versione più articolata della sua idea originale sulla selezione naturale. Fino al 1858 (anno in cui la presentò alla Linnean Society di Londra) non smise mai di perfezionare la sua teoria.

Con la teoria evoluzionistica Darwin  dimostrò che l'evoluzione è l'elemento comune  e il filo conduttore della diversità della vita (adesso diremmo della biodiversità).

 Secondo la sua visione  evolutiva della biologia i membri di uno stesso gruppo si somigliano perché hanno un antenato comune. Per cui sono originate da un “processo di discendenza con variazione” e ,cosa  ancora più importante, Darwin propose la selezione naturale come meccanismo principale con cui la variazione porta alla speciazione e dunque all'evoluzione di nuove specie.

La teoria evoluzionistica di Darwin si basa su tre presupposti fondamentali:

1-Riproduzione: tutti gli organismi viventi si riproducono con un ritmo tale che, in breve tempo,il numero di individui di una specie potrebbe non essere più in equilibrio con le risorse alimentari dell'ambiente  in cui abitano.

2- Variazione: tra gli individui della stessa specie esiste un'ampia variabilità di caratteri  fisici ci sono individui più lenti e più veloci, più chiari e più scuri e così via.

3- Selezione:  esiste una lotta continua per la sopravvivenza tra gli individui all'interno della stessa specie e anche tra le altre specie. Nella lotta sopravvivono i più adatti, cioè quelli che sfruttano meglio le risorse dell'ambiente e generano una prole più numerosa.

Darwin era convinto ( a ragione) che l'evoluzione di nuove specie avviene per l'accumulo graduale di piccoli cambiamenti casuali re che quelli positivi, cioè favorevoli all'individuo che ne è portatore, fanno si che possa vivere e riprodursi e trasmetterli ai propri discendenti.

Si decise a pubblicare la sua rivoluzionaria teoria  quando ebbe notizia che dall'altra parte del mondo, in Malesia, Alfred Russel Wallace era giunto (in un altro modo) a conclusioni simili alle sue.

Darwin fece seguire al suo primo libro “viaggio di un naturalista in torno al mondo” e  alla “teoria dell'evoluzione per selezione naturale” un'altra trentina di articoli e saggi tra i quali “le origini dell'uomo”.

Le sue due principali teorie furono  osteggiate dalla Chiesa Anglicana e da quella Cattolica . Solo recentemente ambedue le Chiese hanno riconosciuto il valore del suo lavoro, ciò nonostante ancora esistono gruppi ristretti (per lo più settari) ce si dichiarano “creazionisti” e avversano la teoria evolutiva e ancora di più quella sull'origine dell'uomo che ne consegue.

Il dato di fatto è che la  teoria evoluzionistica  e uno dei pilastri della biologia moderna ed è stupefacente che Charles Darwin abbia dedotto tutto ciò solo in base all'osservazione e al ragionamento.

La correttezza di grandissima parte della sua teoria è stata verificata ai giorni nostri con le tecniche  di laboratorio utilizzando i metodi di indagine del  DNA.