Crea sito

RITROVAMENTI

Quando una specie,  sia vegetale che animale, viene dichiarata estinta è come  se ci fosse stato tolto qualcosa. Non so a voi, ma  in me subentra un senso di disagio (di perdita) come se avessimo,come uomini intendo, fallito in un compito importante.

Devo precisare che per come la vedo io il genere umano dovrebbe ergersi a guardiano di quello che resta della vita del pianeta e non limitarsi a fare i comodi suoi (modificando drasticamente l’ambiente in mille modi) pur potendo fare tranquillamente quello che gli è necessario in maniera meno distruttiva e senza (per giunta) impegnarsi troppo. Il discorso degli stili di vita,insomma, che nell’ultimo decennio si è sentito da più voci: ultimamente anche dal Papa con la sua enciclica “Laudato SI’” e poi dal summit di Parigi che nel quale,  come sapete, le nazioni partecipanti (tantissime comprese le più grandi) hanno stabilito di non tollerare un aumento delle emissioni responsabili del riscaldamento globale superiore a un grado e mezzo.

Va da se che se ne parla in questa sede perché il famigerato riscaldamento globale (e attività similari) è il responsabile (e chi lo causa,compresi noi)

dell’estinzione di molte specie animali e vegetali.

Ma per tornare in argomento; alcune specie ritenute e stinte vengono ritrovate. Salgono alla ribalta del mondo scientifico e dei media, insomma è un po’ come rivivere la parabola del “figliol prodigo”in  chiave ecologica.

Battute a parte, il ritrovamento di  animali e piante  ritenuti perduti per sempre sono bellissime notizie; il mondo si arricchisce di nuovo.

Naturalmente era già “ricco” solo che noi non lo sapevamo.

Chi non si estingue si rivede: la carica degli animali

Li credevamo estinti da tempo, ma fortunatamente ci sbagliavamo: ecco alcune specie ritenute scomparse del tutto, che sono tornate a farsi osservare dopo molto tempo. Gli esperti lo chiamano "effetto Lazzaro", e rappresenta ogni volta una piacevole sorpresa.

Ritrovamenti parte 1

PIPISTRELLO

Il pipistrello di Belloni fu segnalato nel Sud del Sudan, per la prima volta nel 1939, ma in base ad avvistamenti del 2013, il pipistrello a strisce nere è stato riclassificato in un genere completamente diverso. La scoperta ha significato, secondo la ricercatrice DeeAnn Reeder “il ritrovamento di una vita”. Il nuovo genere è stato denominato “Niumbaha”, che significa “raro” nella locale lingua Zande.

DIBBLER

Il dibbler, un topo marsupiale originario dell'Australia e della Nuova Guinea, fu inserito nella lista degli animali estinti nel 1884. Nel 1967 un naturalista australiano che sperava di catturare con una trappola dei tarsipedi vivi, prese invece una coppia di dibbler. La femmina diede ben presto alla luce una cucciolata di otto piccoli, che furono poi allevati in cattività.


OPOSSUM PIGMEO
Questo piccolissimo marsupiale è lungo tra i 50 e i 120 millimetri e pesa solitamente tra i 10 e i 50 grammi.

Era considerato una specie estinta da 20.000 anni, finchè, nel 1966, il dottor Kenneth Shortman non ne catturò un esemplare nella cucina del suo cottage di montagna, a Mount Hothan, nell'Australia sudorientale.

Nel 1970 furono scoperti altri tre esemplari di questo piccolo opossum.

TAKAHE

l takahē o takahē dell'Isola del Sud, Porphyrio hochstetteri, è un uccello incapace di volare indigeno della Nuova Zelanda e appartenente alla famiglia dei ralli. Dopo la cattura degli ultimi quattro esemplari, nel 1898, si ritenne che si fosseestinto. Comunque, dopo un'accurata ricerca, questo uccello venne riscoperto da Geoffrey Orbell nei pressi del lago Te Anau, sulle montagne Murchison, nell'Isola del Sud, il 20 novembre 1948. Il nome scientifico specifico commemora il geologo austriaco Ferdinand von Hochstetter. l takahē è il membro vivente più grande dei Rallidae; la sua lunghezza può superare i 63 cm. È un uccello tozzo, con ali ridotte, zampe robuste e becco massiccio. Il takahē adulto è di colore generalmente azzurro-viola, con il dorso e la faccia interna delle ali verdastri. Ha uno scudo frontale rosso ed un becco rosa con la base rossa. Le zampe sono rosa. I sessi sono simili, anche se la femmina è leggermente più piccola, ma i giovani hanno un piumaggio generalmente bruno pallido. È una specie rumorosa che emette un sonoro clowp. La specie è ancora presente nella zona delle montagne Murchison dove è stata riscoperta. Alcuni esemplari sono stati inoltre trasferiti con successo su quattro isole libere dai predatori.

CELACANTO

La imeria  è l'unico genere esistente della famiglia dei Latimeriidi; ad esso appartiene il celebre celacanto (dalgreco koilos (κοῖλος), "cavo", e acanthos (ἄκανθος), "spina). Quest'ultimo è un rappresentante della più antica linea evolutiva di pesci che si conosca.

Si pensava che i celacanti fossero estinti sin dal Cretaceo, fino a quando un esemplare venne pescato nel 1938 inSudafrica, nell'Oceano Indiano all'altezza della foce del fiume Chalumna. In seguito furono trovati altri esemplari nelle isole Comore, Sulawesi, in Indonesia, Kenya, Tanzania, Mozambico, Madagascar e in Sudafrica, nell'area protetta iSimangaliso Wetland.

Secondo i fossili ritrovati, i celacanti apparvero per la prima volta nel Devoniano medio, circa 390 milioni di anni fa. In media un celacanto raggiunge gli 80 kg, una lunghezza di due metri e una aspettativa di vita di 60 anni circa.

LUPO ROSSO

Il lupo rosso (Canis rufus ) è un canide nordamericano diffuso un tempo in tutti gli Stati Uniti sud-orientali; è una delle specie di mammifero sopravvissute all'ultima glaciazione del Pleistocene superiore. Il suo areale andava dal Texas alla Florida e si spingeva a nord fino allo Stato di New York. Era diffuso in foreste, paludi e praterie costiere, dove svolgeva il ruolo di superpredatore. È estinto in natura dal 1980. Una popolazione è stata reintrodotta con successo nella Carolina del Nord orientale. Nonostante questa popolazione superi adesso i 100 esemplari, è tuttora gravemente minacciata.

 

  • Pippistrello niunbaha
  • Dibbler
  • Opossum Pigmeo
  • Takahe
  • Celacanto
  • Lupo rosso
  • Solenodonte di Cuba
  • Garrulo di jerdon
  • Macroscelides micus

Ritrovamenti parte 2

Moschus cupreus

La sua persistenza nelle foreste orientali dell'Afghanistan è notizia di questi giorni. Il mosco del Kashmir (Moschus cupreus), avvistato per l'ultima volta nel 1948, è ancora vivo, come conferma uno studio della Wildlife Conservation Society basato sul recente avvistamento di 5 esemplari. Lo strano cervide con zanne da vampiro - che usa al posto dei palchi, per competere con i rivali in amore - è resistito alla distruzione del suo habitat, causata dalla guerra e dal bracconaggio. Viene infatti cacciato per le sue ghiandole odorifere, vendute al mercato nero asiatico a prezzi altissimi, come rimedio della medicina tradizionale.

Catagonus wagneri


Endemico delle foreste più isolate del Sud America, come quelle di Bolivia e Paraguai, il tagua o pecari del Chaco (Catagonus wagneri) è molto sensibile alla presenza umana. Non appena si scopre dove vive, scompare da quell'habitat. Descritto per la prima volta - solo come fossile - nel 1930, si credeva estinto da millenni. Immaginate lo stupore dei ricercatori che lo avvistarono di nuovo nel 1975, in Paraguay. Rimane comunque iscritto nella Lista rossa IUCN perché a rischio estinzione.

Dryococelus australis

Quello che vedete è considerato il più raro insetto al mondo. Ritenuto estinto dal 1930, l'insetto stecco dell'isola di Lord Howe (Dryococelus australis), una piccola isola del Pacifico a 600 chilometri dall'Australia, è stato riscoperto nel 2001, in una trentina di esemplari. A differenza degli altri insetti stecco, non può volare (anche se corre molto velocemente). Le femmine, più grandi dei maschi e dalla forma allungata (raggiungono anche i 15 cm) sono chiamate anche aragoste di terra, o salsicce molli. Instaurano con il maschio un rapporto molto particolare: il maschio le segue in ogni loro attività, persino quando dormono, intrecciando le zampe con quelle della partner.

Pterodroma cahow

La storia del petrello delle Bermuda o cahow (Pterodroma cahow) è divenuta un simbolo di speranza per la conservazione della Natura. Ritenuto estinto dal 1620 circa, è stato riavvistato 330 anni più tardi, sull'isola di Nonsuch, nell'arcipelago delle Bermuda, oggi riserva nazionale per questo pennuto. L'uccello trascorre la maggior parte della propria vita in mare, e torna a riva solo per nidificare: ecco perché a lungo era risultato così elusivo. Rimane in ogni caso una specie a forte rischio estinzione.

Dromiciops gliroides

Questo marsupiale poco più grande di un topo ha una storia evolutiva particolarissima. Il monito del monte o colocolo (Dromiciops gliroides) che vive nelle umide foreste del Cile meridionale, si credeva estinto da 11 milioni di anni, quando è stato ritrovato nella fitta boscaglia in cui abita. Considerato un fossile vivente, si pensa sia l'unica specie rimasta della famiglia dei Microbioteridi, e che sia in realtà originario dell'Australia. In Sudamerica sarebbe arrivato attraversando l'Antartide, dove sono stati ritrovati fossili di questo marsupiale.

Correlophus ciliatus

Il geco crestato della Nuova Caledonia (Correlophus ciliatus), descritto per la prima volta nel 1866, fu creduto estinto fino alla sua ricomparsa dopo una tempesta tropicale, nel 1994. La sua caratteristica principale è una lunga cresta che dal capo arriva alla coda, unita ad appendici simili a capelli disposte intorno agli occhi, a guisa di ciglia.

Pseudomys novaehollandiae

Il topo australiano della Nuova Olanda (Pseudomys novaehollandiae), endemico di alcune zone di Australia e Tasmania, fu riscoperto per la prima volta nel 1843, per poi sparire di nuovo, e ricomparire nel 1967 in un parco a nord di Sydney. Il piccolo roditore rimane classificato come vulnerabile nella lista IUCN, poiché gli individui adulti sono meno di 10 mila.

Acrocephalus orinus

La cannaiola beccogrosso (Acrocephalus orinus) è da molti ornitologi considerata l'uccello meno conosciuto al mondo. L'ultimo avvistamento era avvenuto nel 1867 in India, poi più nulla. Finché, nel 2006, ne fu scoperto un esemplare in Thailandia, il cui DNA coincide con quello dell'esemplare originariamente studiato.

Hypsiglena ochrorhyncha unaocularu

Questo serpente notturno messicano (Hypsiglena ochrorhyncha unaocularu) originario dell'Isla Clarión, nell'arcipelago messicano delle Islas Revillagigedo, fu osservato per la prima volta nel 1936, ma da allora ha fatto perdere le sue tracce. Tanto che le osservazioni del naturalista che l'aveva descritto, furono bollate come "fantasie". Fino a quando quest'anno, è uscito un articolo che ne descrive alcuni esemplari, rintracciati in una spedizione scientifica dello Smithsonian. Riabilitando di fatto le osservazioni di 80 anni fa.

Kha-nyou

Osservato per la prima volta sui banconi di un mercato laotiano, come merce in vendita, nel 1996, il Kha-nyou o ratto delle rocce laotiano (Laonastes aenigmamus) apparve fin da subito un animale dai tratti insoliti e curiosi. Nel 2006, un'analisi sistematica delle sue caratteristiche portò a un risultato sconcertante. L'animale è infatti il discendente di un'antica specie creduta estinta da 11 milioni di anni. Spedizioni della Wildlife Conservation Society in Laos hanno portato alla luce altri esemplari, e si spera che il ratto risulti meno raro di quanto si credesse.

  • Moschus cupreus
  • Catagonus wagneri
  • Dryococelus australis
  • Pterodroma cahow
  • Dromiciops gliroides
  • Correlophus ciliatus
  • Pseudomys novaehollandiae
  • Acrocephalus orinus
  • Hypsiglena ochrorhyncha unaocularu
  • Laonastes aenigmamus