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Insetti e artropodi

SCARABEO RINOCERONTE

Lo scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis Linnaeus, 1758) è un insetto appartenente alla famiglia degli Scarabaeidae e alla sottofamiglia dei Dynastinae.

Descrizione

Lo scarabeo rinoceronte può superare i 4 cm di lunghezza. Le sue elitresono color castano rossastro, mentre torace e capo sono leggermente più scuri.

Questo coleottero è caratterizzato da un notevole dimorfismo sessuale. I maschi sono infatti dotati di un vistoso corno cefalico rivolto all'indietro, che ricorda proprio il corno dei rinoceronti e che è valso a questi insetti il loro nome comune.

Biologia
Adulto

Lo scarabeo rinoceronte è un coleottero strettamente crepuscolare e notturno: difficilmente infatti lo si potrà reperire di giorno. Di notte gli adulti escono dai propri nascondigli nel terreno per cercare un compagno. Essi sono spesso attratti fatalmente dai lampioni, e non è difficile trovarli (anche schiacciati) lungo le strade in estate. Questi scarabei non si nutrono, consumando durante le poche settimane di vita adulta le riserve accumulate nel corso degli stadi larvali.

L'accoppiamento avviene a livello del terreno e, spesso, sotto di esso. Le uova, biancastre, vengono deposte dalle femmine nel legno in decomposizione così come nel materiale vegetale in disfacimento.

Gli adulti muoiono dopo una vita libera di un paio di mesi.

Larva

Le larve schiudono dopo circa due settimane di incubazione. Sono bianche, curvate a "C" (melolontoidi), dalla testa sclerificata e munite di 3 paia di zampe.

Lo sviluppo larvale avviene attraverso 3 stadi denominati L1, L2 ed L3. Entro l'autunno successivo alla schiusa, generalmente le larve raggiungono lo stadio L3 e iniziano a svernare. Passeranno l'intero anno successivo a nutrirsi e a crescere di taglia, fino alla trasformazione in pupa, che avviene nel corso della seconda primavera successiva alla nascita. L'insetto compirà l'ultima muta verso la fine di quella stessa estate, ma l'adulto resterà nel bozzolo fino alla successiva primavera inoltrata.

L'intero ciclo di sviluppo dura quindi circa 3-4 anni; in cattività, a temperature costanti di 25 °C, può compiersi invece in soli 10-12 mesi.

In Italia ed in Europa, gli Oryctes sono spesso vittima di larve parassite del genere Scolia  (Hymenoptera: Scoliidae), le cui grandi femmine cacciano le larve degli scarabeidi nel terreno, per poi paralizzarle col proprio veleno e deporvi le uova. Le larve nasciture si nutriranno dell'ospite paralizzato fino ad ucciderlo.

Distribuzione e habitat

Oryctes nasicornis è diffuso ampiamente, con numerose sottospecie, in tutta Europa, in Nord Africa e in molte aree del Vicino Oriente.

 

                                 TIMARCHA

Timarcha Latreille, 1829 è un genere di insetti dell'ordine dei Coleotteri.

Etimologia

Il nome deriva dalla sua caratteristica autoemorrea riflessa ovvero la capacità di espellere dalla bocca o dalle giunture dell'emolinfa di colore rosso come avvertimento quando si sente minacciato da qualche predatore.

Descrizione

All'interno della famiglia Chrysomelidae le specie appartenenti al genere Timarcha sono, come dimensioni, fra le più grandi; con una lunghezza che varia dai 12 a 20 mm.[senza fonte] Hanno una colorazione scura, spesso blu nero con a volte riflessi metallici.

Le elitre sono saldate insieme e quindi non possono volare.

Biologia

Hanno un andamento lento e abitudini notturne, di giorno tendono a nascondersi.

Fitofagi, si nutrono principalmente di Rubiacee (specie di piante erbacee).

Distribuzione e habitat

La maggior parte del centinaio di specie conosciute vive in Nord Africa; in Europa sono presenti solo poche specie e sono concentrate in Europa meridionale e centrale. È presente anche nelle steppe asiatiche fino al Giappone.
Fra le specie più diffuse in Italia Timarcha nicaeensis è presente in tutte le regioni ad eccezione di Sardegna e Sicilia, T. tenebricosa è diffusa al nord dal Piemonte al Friuli e T. pimelioides è presente in Campania, Puglia fino alla Sicilia.

 

                        

                           Scorpione Italiano

Lo scorpione italiano, (Euscorpius italicus (Herbst, 1800)), è uno scorpione della famiglia Euscorpiidae distribuito in Europa (Italia, Svizzera[1], Francia, Balcani, Turchia, Grecia) e in Nord Africa. L'habitat è rappresentato soprattutto da vecchie mura, pietraie e legnaie, dove trova rifugio in buchi, anfratti e crepe. È tuttavia reperibile anche nei campi erbosi e sotto le pietre nelle zone montuose.



Descrizione

Con una lunghezza che può raggiungere i 12 mm, lo scorpione italiano è il più grande degli Euscorpius. Presenta due pedipalpi molto grandi e robusti ed una coda piuttosto sottile che termina con il pungiglione. La colorazione è prevalentemente nera, con le zampe ed il telson di colore più chiaro, solitamente rossiccio. La puntura di questa specie non rappresenta un pericolo per l'uomo e l'effetto è paragonabile alla puntura di una vespa. Così come gli altri Euscorpius conduce una vita solitaria e la maggior parte degli incontri con altri esemplari della stessa specie avviene per motivi riproduttivi. La riproduzione avviene nella stagione primaverile ed estiva e i piccoli possono nascere anche un anno dopo l'accoppiamento. La femmina dà alla luce fino ad una trentina di piccoli già formati che si sistemano subito sul dorso della madre, dove rimarranno sino alla prima muta. Spesso nel periodo post-parto la femmina non si nutre, per evitare il cannibalismo nei confronti della prole. Lo scorpione italiano è spesso confuso con altri Euscorpius come Euscorpius flavicaudis dal quale può essere distinto per la forma interna dei pedipalpi.

CALABRONE

Il calabrone (Vespa crabro Linnaeus , 1761) è il più grosso Vespide europeo.

Con il termine calabrone vengono spesso erroneamente identificati anche l'ape legnaiuola (Xylocopa violacea) e il bombo terrestre (Bombus terrestris).

Descrizione

L'adulto è glabro, di colore bruno rossiccio con macchie e strisce gialle, di estensione variabile a seconda della sottospecie.

La femmina può raggiungere i 5 cm di lunghezza, mentre il maschio e operaie misurano 2-2,5 cm. I calabroni vivono in nidi esternamente a forma di sfera, costruiti con legno impastato alla loro saliva. Le colonie sono costituite da circa 300-500 esemplari.

Pur essendo un insetto prevalentemente diurno, il calabrone svolge anche l' attività parzialmente notturna e lo si può trovare attivo anche in autunno inoltrato.

Nei confronti dell'uomo è tendenzialmente indifferente (a differenza della vespa comune, per esempio, che spinta da curiosità può ronzare intorno, aumentando di fatto le possibilità di puntura); tuttavia, se si può sostare vicino ad un albero da frutta in presenza di calabroni con una certa tranquillità, questi insetti possono diventare molto aggressivi se provocati o in vicinanza del nido. Gli individui di genere femminile sono dotati di pungiglione, le cui punture (conseguenti a una reazione difensiva dell'animale) possono essere molto dolorose per gli esseri umani. Come nel caso di vespe e api, il veleno inoculato ha effetti solo locali e transitori per la maggior parte delle persone, ma può provocare nei soggetti allergici reazioni anafilattiche anche mortali.

Ciclo vitale

In primavera, una regina di calabrone si sveglia dall'ibernazione ed inizia a costruire alcune cellette in un luogo riparato e difficile da individuare. Inizia così a deporre le uova che, finché non si schiuderanno, sarà lei ad accudire.

Inizialmente il nido si presenta come una emisfera concava nell'interno della quale si affacciano alcune cellette con le larve all'interno. In questa fase è la regina che le nutre ed espande il nido.

Nate dalle uova le prime vespe operaie, la regina si occupa della sola deposizione delle uova. La regina, nutrita dalle operaie, andando di cella in cella, depone uova e controlla che le larve siano tutte sue figlie.
Le operaie svolgono tutti i lavori: nutrici, toelettatrici, cercatrici di cibo, guardiane, eccetera.
Il nido di vespa crabro, se costruito all'esterno, può assumere una forma ovale o sferica della circonferenza di un pallone da calcio, al cui interno ci sono più piani orizzontali di cellette contenenti la covata. Se costruito all'interno di cavità o sottotetti può assumere ragguardevoli dimensioni, anche prossime al metro di altezza.

Il materiale per costruire il nido viene ottenuto bagnando con la saliva alcune schegge di legno morto, fino ad ottenere una pasta modellabile, che, una volta indurita, sarà solida e dall'aspetto cartaceo.

In fine estate - inizio autunno, la regina cessa provvisoriamente di deporre le uova per lasciare alla sua prossima covata lo spazio necessario per crescere.
L'ultima covata del nido, è però composta da larve di vespe aploidi maschi, nate da uova non fecondate. Appena l'ultima covata è dischiusa comincia il declino del nido.
La regina, ormai vecchia, non secerne più l'ormone che rende sterili le sue operaie, e cominciano così a nascere le nuove regine.
Le vespe regine ed i maschi si mescoleranno con quelli di altri nidi ed avverrà l'accoppiamento di ogni nuova regina. Le nuove regine, dopo l'accoppiamento, andranno a svernare in ibernazione nei tronchi marci o sotto terra.
Nel frattempo, la vecchia regina, ormai troppo anziana per deporre altre uova nel nido, muore di vecchiaia, seguita nei giorni successivi da tutte le sue operaie dalla più vecchia alla più giovane. I maschi e l'ultima nidiata di operaie possono sopravvivere sino all'arrivo dell'inverno, periodo che in ogni caso non riescono a superare.
Le nuove regine svernanti, invece, inizieranno un nuovo ciclo la primavera successiva, continuando la specie come ha fatto la loro progenitrice.
Del nido, non resta che l'involucro cartaceo e le cellette abbandonate, spesso saccheggiate da formiche o utilizzato come rifugio invernale da altri insetti come rincoti, coccinelle o qualunque altro insetto che in fase di adulto svernante cerchi rifugio.

 

 

  • vespa crabro
  • nido di calabroni
  • vespa crabro
  • calabrone vicino al nido
  • calabrone
  • calabrone
  • calabrone
  • calabrone preda una vespa
  • calabrone

RAGNO CROCIATO

Araneus diadematus Clerck, 1757, noto comunemente con la denominazione di ragno crociato, è un ragno della famiglia Araneidae.

Descrizione

Le dimensioni del maschio vanno dai 5,5 mm ai 13 mm, mentre la femmina va dai 6,5 mm ai 20 mm. La colorazione va dal rosa al marrone, chiaro o scuro. Il suo nome deriva dal disegno a croce formato da macchie bianche visibile sul dorso, di colore biancastro, dovuto alla presenza di cellule riempite di guanina come sottoprodotto del metabolismo delle proteine.

Biologia

Può essere preda di uccelli, anfibi o lucertole. I ragni crociati hanno una durata di vita di 1-2 anni, le femmine muoiono poco dopo aver deposto le uova.

Comportamento

Come gran parte dei membri della famiglia Araneidae (di cui è l'esponente più comune) trascorre il proprio tempo al centro o ai bordi di una struttura di seta orbicolare appesa ai fusti delle piante, che, oltre a rappresentare la "dimora" del ragno, costituisce un vero e proprio campo di battaglia nel caso in cui una qualsiasi preda di opportune dimensioni vi rimanesse impigliata. Se disturbato tende di solito a darsi alla fuga piuttosto che reagire in modo aggressivo; il morso non ha assolutamente conseguenze gravi per l'uomo e provoca solo un leggero pizzicore.

Alimentazione

Si nutre di insetti volanti di medie dimensioni, come api, mosche, vespe e farfalle.

Riproduzione

Raggiungono la maturità sessuale a 4 mesi. Durante il corteggiamento, il maschio approccia la femmina, ben più grande di lui, con cautela, pena il rischio di venire divorato da essa. La femmina depone alla fine dell'estate 500 uova in un bozzolo, che si schiuderanno dopo 9 mesi.

Distribuzione e habitat

La specie è stata rinvenuta in diversi giardini e boschi con alberi radi della regione olartica.

 

  • piccoli di ragno crociato
  • ragno crociato - Tela
  • ragno crociato
  • ragno crociato femmina
  • ragno crociato femmina con la preda

Pyrrhocoris apterus


La cimice rossonera, comunemente detta anche carabiniere o cimice del fuoco (Pyrrhocoris apterus Linnaeus, 1758), è un insetto eterottero della famiglia Pyrrhocoridae.

Descrizione
Adulto

L'insetto adulto è lungo 8-12 mm e presenta una colorazione aposematica rossa con disegni geometrici neri.

Neanide

Le neanidi sono attere e presentano una livrea uniformemente rossa, con una unica macchia nera in prossimità del capo.
Hanno abitudini gregarie e non è raro osservare grosse concentrazioni di esemplari.

Questi insetti possono essere alati o anche atteri (senza ali) come richiama la nomenclatura tassonomica.

E' detto anche: Insetto Rana, per la sua capacità di galleggiare e spostarsi, anche se un po' goffamente, sull'acqua.

Biologia

È una specie fitofaga, che si nutre della linfa delle piante (soprattutto tigli e platani, ma anche noccioli, carpini, querce), oleandri e ibiscus senza tuttavia causare grossi danni.

Distribuzione e habitat

È diffuso in Europa, America centrale, Nord Africa ed Asia.

  • pyrrhocoris apterus
  • pyrrhocoris apterus accoppiamenti
  • pyrrhocoris apterusneanidi
  • pyrrhocoris apterus
  • cimice del fuoco
  • cimice del fuoco
  • cimice rosso nera

Bacillus rossius (Insetto stecco)

Il Bacillus rossius ROSSI, 1788, comunemente noto come insetto stecco, è un insetto dell'ordine dei Fasmoidei.

Esso vive nel Mediterraneo nord-occidentale, specialmente in Spagna, Francia meridionale, Italia e nella penisola balcanica

Descrizione

Insetti lunghi e sottili provvisti di lunghe zampe; le specie europee sono attere (senza ali). Sono presenti dei pezzi boccali masticatori. E’ praticamente impossibile confonderli con altri insetti. La forma e la postura lo mimetizzano perfettamente sulle piante di cui si nutre. .Il colore varia dal verde al marrone, le ninfe sono verde chiaro. Con eccezione delle dimensioni, sono identiche all'individuo adulto. Le femmine, che possono raggiungere i 10,5 cm, sono notevolmente più grandi dei maschi, che misurano circa 6 cm. Le antenne sono corte.

Biologia

Lo si può incontrare soprattutto di notte, essendo un animale per lo più con attività notturna. Se disturbato o infastidito, può irrigidirsi e cadere al suolo fingendosi morto (tanatosi).

Alimentazione

Si nutre esclusivamente di foglie di rovi e rose, vive in habitat piuttosto umido ed arieggiato.

Riproduzione

Si riproduce sia partenogeneticamente (cioè senza bisogno di accoppiarsi), sia tramite una riproduzione anfigonica. Le uova sono di colore scuro tendente al nero e sono grandi all'incirca 2 mm. Subisce una muta durante la quale esce dalla sua pelle per poi mangiarsela. Ogni anno si sviluppano due generazioni, delle quali la prima in primavera, la seconda in estate. Le uova della seconda generazione sopravvivono all'inverno, mentre gli insetti non sopravvivono alla stagione più fredda. Di notte la femmina depone fino a 16 uova facendole semplicemente cadere sul terreno. In totale una femmina nel corso della propria vita può deporre oltre 1000 uova. Queste sono ovali, lunghe 4 mm, larghe 2 mm e di colore marrone. A seconda della temperatura le ninfe possono cambiare pelle dopo un mese oppure anche solo dopo ben più di un anno. I maschi sono rari. La sua aspettativa di vita è di 1 anno.
La specie Bacillus rossius in Italia centro-meridionale si riproduce anfigonicamente, mentre in Toscana, Marche ed Emilia-Romagna si rinvengono esclusivamente popolazioni partenogeniche, che con normale meiosi sviluppano uova che si auto-attivano e portano alla formazione di germi aploidi, che, per restituzione anafasica, diploidizzano sviluppando un embrione normale. La facoltatività di questa partenogenesi sta nel fatto che qualsiasi femmina proveniente dalle popolazioni partenogeniche può essere fecondata da un maschio ed è in grado di produrre discendenza deuterotoca (comprendente entrambi i sessi) e, naturalmente, femmine che normalmente si riproducono per via anfigonica isolate dai maschi possono dare ovature con una certa discendenza partenogenica telitoca, con una netta tendenza, deposizione dopo deposizione, ad ottenere rese molto alte rispetto alle prime deposizioni in assenza di maschi.

Allevamento

Per due coppie è sufficiente un terrario da 30 x 30 x 30 cm. La temperatura dovrebbe aggirarsi sui 20-25°C. L'umidità dell'aria dovrebbe essere compresa tra il 60 e il 70%, ciò che si può ottenere nebulizzando acqua alla sera, consentendo così agli insetti anche di bere. Come fondo del terreno si può utilizzare un miscuglio di terra e sabbia. L'insetto stecco si nutre di foglie di nocciolo, rovo, lampone, melo oppure faggio.

  • Bacillus rossius
  • Insetto stecco
  • Bacillus rossius
  • Insetto stecco
  • Insetto stecco

Calosoma sycophanta

Il sicofante (Calosoma sycophanta LINNAEUS, 1758) è un insetto della famiglia dei Carabidae (ordine Coleoptera

Distribuzione geografica:
elemento a vasta geonemia paleartica, dall'Europa Occidentale all'Asia Occidentale, dalla Svezia (assente però nelle Isole Britanniche) e dalla Serbia all'Africa Minore. In Italia è presente ovunque, isole comprese.


Descrizione

L'adulto è lungo 2,5-3,5 cm con una vistosa ed elegante livrea. Il capo è nero. Il protorace è scuro, con riflessi metallici variabili dal bluastro al verde o al rosso violaceo ai margini laterali del pronoto. Le elitre sono fittamente  striate e di colore verde metallico, con riflessi gialli, viola o porpora. Le zampe sono bruno-nerastre. Le regioni ventrali sono di colore nero metallico con riflessi tendenti al blu e al viola


Fenologia e ciclo biologico:

l'accoppiamento avviene in giugno-luglio; lo sviluppo complessivo dura 30-50 giorni e gli adulti sfarfallano nella tarda estate e di regola svernano nel terreno. La durata del ciclo biologico è di 2-3 anni. All’interno dell’areale di distribuzione, essendo legata ai lepidotteri defogliatori forestali, la sua popolazione oscilla in relazione alle pullulazioni dei lepidotteri di cui si nutre, nelle annate con forti infestazioni di bruchi la si può trovare numerosa, rara invece nelle annate con ridotta presenza di bruchi.
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Identificazione:

come tutti i carabidi ha un potente apparato boccale masticatore e lunghe antenne filiformi. La calosoma è un carabide di discrete dimensioni (lunghezza  25-35 mm), le elitre sono larghe con evidenti striature longitudinali e di un colore verde brillante con sfumature rosse e bronzee.
Il capo e il pronoto sono neri a riflessi verdi, violacei o bluastri. Le zampe nere, sono molto lunghe e robuste e favoriscono la corsa.
La larva è di tipo campodeiforme, con il corpo leggermente appiattito e lungo circa 3,5 cm, chiara con ampie e marcate aree scure nella parte dorsale di ogni segmento toracico e addominale.


Biologia
Sia gli adulti sia le larve sono attivi predatori a spese di bruchi e crisalidi di Lepidotteri defogliatori d'interesse forestale.
L'adulto vive 2-4 anni. Gli accoppiamenti si svolgono in piena estate e le femmine depongono le uova in buche scavate nel terreno, ai piedi degli alberi. La larva, molto mobile e agile arrampicatrice, si sposta sugli alberi dove svolge la sua attività predatoria contro larve di Lepidotteri. Al termine del suo sviluppo, che si svolge in 15-20 giorni, ritorna al terreno dove si svolge lo stadio di pupa. Un ciclo di sviluppo completo dura dai 30 ai 50 giorni. Gli adulti sfarfallano in tarda estate e svernano nel terreno.
Ecologia e attività:

Dalla pianura a discrete quote di montagna. Si muove con agilità e rapidità sul terreno e in volo e si arrampica con notevole facilità su alberi e cespugli dove svolge un importante controllo delle popolazioni di lepidotteri defogliatori (Lymantria dispar L., Malacosoma neustrium L., processionaria del pino, etc.).

Infatti nel corso di una stagione un adulto preda oltre un migliaio di bruchi o crisalidi di grosse dimensioni, ma si è calcolato che tale numero può arrivare a 3000 nel caso di insetti di medie dimensioni (es. Lymantria dispar). La larva, nel corso del suo sviluppo, elimina in media una cinquantina di larve o crisalidi.
Fra le specie di maggiore importanza forestale predate da questo coleottero si citano il Bombice dispari (Lymantria dispar), la Processionaria delle querce (Thaumetopoea processionea), la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), l'Euprottide delle querce (Euproctis chrysorrhoea).

Specie simili: in Italia non può essere confusa con altre specie.


Protezione:

la presenza della calosoma va ritenuta di notevole importanza per la conservazione degli ambienti forestali. Per questo motivo la Calosoma sycophanta è considerata specie protetta in alcuni paesi europei. In Italia è inserita nell'allegato A della Legge Regionale toscana n. 56/2000.

  • calosoma-sycophanta_
  • calosoma-sycophanta_
  • calosoma-sycophanta_
  • larva calosoma-sycophanta_

Lucanus Cervus

Lucanus cervus

Il Cervo volante (Lucanus cervus LINNAEUS, 1758) è un coleottero della famiglia dei Lucanidi.Con una lunghezza che varia dai 25 agli 80 millimetri, il cervo volante è sicuramente uno dei più grossi coleotteri esistenti in Europa. Diffuso anche in Asia Minore e Medio Oriente, in Italia lo si trova soprattutto nelle regioni settentrionali. Vive in cavità di tronchi d'albero e ceppi

 

 


Morfologia

Il cervo volante possiede due paia di ali: le prime sono molto robuste e prive di nervatura; le seconde sono più leggere e vengono ripiegate sotto le prime. Deve il suo nome alla presenza di due strutture che ricordano le corna di un cervo, ma che altro non sono che mandibole molto sviluppate, più nel maschio che nella femmina. Queste "corna" vengono utilizzate per i combattimenti durante il periodo riproduttivo e fanno apparire il maschio più temibile di quanto effettivamente sia, infatti i muscoli non sono in grado di muovere con forza tali gigantesche mandibole che pertanto risultano alquanto inoffensive. Nella femmina, invece, essendo più piccole sono anche molto più efficaci e consentono alla portatrice di pizzicare con più forza e con maggiore danno. Le mandibole permettono di distinguere il maschio dalla femmina.


Biologia
Lo sviluppo di un cervo volante può durare tra i 3 ed i 5 anni. Le uova vengono deposte alla base dei ceppi di alberi vecchi o morenti (preferibilmente: quercia, castagno, faggio, salice e pioppo) che vengono incisi dalle mandibole della femmina prima della deposizione.
Alla schiusa nascono delle larve chiare munite di potenti mandibole che utilizzano per incidere il legno e scavare lunghe gallerie. Al termine del loro sviluppo, quando misurano circa 10 centimetri di lunghezza ed 1 cm di diametro, queste larve scavano una celletta in cui avverrà la metamorfosi.
Le larve si sviluppano seguendo diverse fasi che in 4-6 anni le porteranno a diventare pupe. Gli adulti, presenti già fin dall'autunno, non escono all'aperto fino al giugno successivo. Il loro stadio immaginale è relativamente breve (pochi mesi): i maschi, in genere, muoiono tra luglio ed agosto, mentre le femmine possono sopravvivere più a lungo, restando attive fino a settembre avanzato. Gli adulti si nutrono di nettare e linfa degli alberi.


Conservazione
Un tempo molto comune, il cervo volante – come altri coleotteri che vivono nel legno – è oggi in declino. La specie si deve considerare potenzialmente minacciata per la riduzione o la distruzione del suo habitat, in particolare per le pratiche forestali che tendono a eliminare i vecchi tronchi. È inserita in norme di protezione dell'Unione Europea, e precisamente nell'Allegato II della Direttiva Habitat del 1992 (CEE/92/43) (specie la cui salvaguardia richiede la designazione di zone speciali di conservazione). La specie è inoltre inclusa nella Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, anche nota come convenzione di Berna.

  • cervo volante femmina
  • Lucanus Cervus lotta fra maschi
  • maschio in volo
  • cervo volante
  • larva cervo volante
  • Lucanus Cervus
  • Lucanus Cervus maschio e femmina
  • femmina all'involo

Ragno vespa

Il ragno vespa (Argiope bruennichi Scopoli, 1772) è una specie di ragno, così denominato per la colorazione dell'addome giallo e nera simile alla colorazione delle vespe. Viene anche chiamato comunemente ragno tigre, epeira fasciata, ragno zebra o argiope fasciata.

Le femmine misurano circa 2–5 cm, i maschi circa la metà o anche meno. La livrea delle femmine ha una caratteristica colorazione a strisce gialle e nere a cui si deve il nome comune della specie. I maschi, invece, sono caratterizzati da colori scuri e molto più uniformi.


Biologia


Il ragno vespa non è aggressivo, se disturbato mette in atto una strategia difensiva molto particolare: rimanendo al centro della tela, le imprime un movimento oscillatorio molto rapido, per un tempo che può variare dai 15 ai 30 secondi. Se questa tattica di "dissuasione" non ha effetto sceglie la fuga pur rimanendo nei paraggi fino a minaccia cessata. In caso di eventuale morso, gli effetti del veleno sono blandi; si avverte il dolore causato dall’azione meccanica dei cheliceri e un arrossamento della parte interessata. I sintomi scompaiono nell’arco di alcune ore.
Una curiosità si ha nell'accoppiamento di tali aracnidi, infatti quasi sempre le femmine di questi ragni uccidono i loro pretendenti maschi, a meno che questi ultimi non riescano a fuggire prima; spesso nel tentativo di fuga il pene degli individui maschi si spezza all'interno delle femmine, non permettendo che altri ragni fecondino la stessa, e assicurandosi così il successo riproduttivo.


Distribuzione e habitat


Questo tipo di ragno è diffuso in gran parte d'Europa. Vivono in quasi tutti gli ambienti, e molto importante per questa specie e avere lo spazio necessario per la costruzione della sua ampia tela: luoghi prediletti per l'edificazione delle ragnatele sono gli arbusti. Caratteristica della tela dell’Argiope fasciata sono due fili (spesso in basso) rinforzati con una trama a zig zag.


 

  • argiope bruennichi
  • argiope fasciata
  • argiope fasciata ragno vespa
  • argiope fasciata
  • argiope bruennichi
  • argiope fasciata
  • argiope maschio
  • ragno vespa

Iphiclides podalirius

Il Podalirio (Iphiclides podalirius (LINNAEUS, 1758)) è una farfalla diurna della famiglia dei Papilionidae.
Descrizione
Ha una livrea giallo pallida, a fasce trasversali bruno-nerastre, a forma di V dirette verso l'angolo dell'ala anteriore, per questo è anche chiamata farfalla zebra. In alcune varietà il colore di fondo può essere bianco e le fasce essere di un nero marcato. Ha un'apertura alare di 6.5–8 cm. Le ali posteriori hanno delle macchie ocellate arancioni e azzurre e le code sono piuttosto allungate e scure.
Ciclo vitale
Può avere 2-3 generazioni annue. Il bruco ha una forma che ricorda una piccola limaccia, ha il corpo verde con linee gialle ed è spesso macchiato di rosso. Si sviluppa a spese di specie arbustive e Rosaceae (come Prunus spinosa e Crataegus monogyna).
Distribuzione
È una specie termofila con buona tendenza migratoria. Il volo avviene da marzo a settembre, nelle aree aperte e/o coltivate, ma provviste di copertura arboreo-arbustiva. La specie frequenta le foreste temperate e le pianure assolate fino a circa i 1700 m di quota, ma sta risentendo della rarefazione delle siepi in pianura. Diffusa in Europa, Africa settentrionale, Asia temperata e parte della Cina; in Italia è presente ovunque dalle zone di pianura a quelle montuose.

 

  • bruco podalirio
  • Iphiclides podalirius
  • farfalla zebra
  • Iphiclides podalirius
  • podalirio
  • Iphiclides podalirius
  • podalirio
  • podalirio sui fiori

Cerambyx cerdo

Il Cerambyx cerdo LINNAEUS, 1758, chiamato volgarmente cerambice della quercia, è un insetto dell'ordine dei Coleotteri e della famiglia Cerambycidae.

Descrizione


Adulto
La lunghezza è di 5-11 cm. Il colore del corpo nero intenso, tranne l'apice delle elitre più o meno estesamente rossastro.
La superficie del corpo è ricoperta da una fine pubescenza argentea, generalmente poco visibile, tranne che nella sottospecie nordafricana e spagnola mirbeckii. Le antenne, nodose fin al 5° segmento, superano la lunghezza del corpo nel maschio e la eguagliano nelle femmine. Come in tutti i Cerambycoidea, i maschi più piccoli hanno antenne meno sviluppate, mentre queste possono raggiungere una lunghezza di 11-12 cm negli esemplari maggiori.
Il torace porta lateralmente due spine, corte ed ottuse nelle sottospecie occidentali, ma acuminate nella sottospecie orientale acuminatus.
La superficie del torace è più o meno lucida e percorsa da rughe più o meno regolari, a secondo delle sottospecie o delle popolazioni.
Le elitre, finemente granulose e più o meno pubescenti, sono acuminate all'apice nei maschi e più o meno parallele nelle femmine. I maschi della sottospecie mirbeckii hanno elitre simili alle femmine.


La larva, bianca e carnosa, non differisce da quella tipica di altri rappresentanti della sottofamiglia Cerambycinae. È tuttavia riconoscibile per le grandi dimensioni, potendo raggiungere una lunghezza massima di 10 cm, negli esemplari più maturi.

Biologia


Larva


La larva si sviluppa all'interno del tronco e dei rami maggiori delle querce. Le piante vecchie e malate vengono preferite, tuttavia anche piante giovani, così come, raramente, altre latifoglie (castagni) possono venire attaccate.
Le piante secche non vengono più attaccate e, sfarfallati gli ultimi adulti, l'attacco non si ripete ad opera di questa specie.
La larva scava grosse gallerie, del diametro di alcuni centimetri ed impiega tre anni per compiere il suo completo sviluppo.
All'approssimarsi del periodo ninfale, la larva scava una grossa cella al di sotto della scorza e si trasforma in ninfa.


Pupa


Il periodo ninfale si compie durante l'estate e l'adulto schiude già a settembre. Tuttavia rimane nella sua celletta fino all'estate successiva, nutrendosi del grasso accumulato dalla larva.
Sfarfalla, ai primi caldi di giugno, attraverso un foro nella scorza.


Adulto


L'adulto frequenta gli alberi nei quali si è sviluppato, non allontanandosi molto da essi.
È attivo durante il giorno e percorre i tronchi e i rami in su e in giù alla ricerca della femmina.
Spesso i maschi si confrontano in lotte infraspecifiche per il possesso della femmina e alcuni esemplari possono venire mutilati della zampe o della antenne.
Gli adulti si alimentano con linfa o frutti maturi (albicocche, pesche), tuttavia raramente sopravvivono per più di un mese.


Distribuzione


Questa specie è diffusa in buona parte d'Europa (Escludendo: Azzorre, Canarie, Cipro, Danimarca, Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Scandinavia, Repubbliche baltiche e Russia).
L'areale comprende anche: Nord Africa (dove è diffusa la sottospecie C.cerdo mirbeckii (Lucas, 1842)), Caucaso, Turchia, Iran, Siria, Giordania, Libano ed Israele.
L’impoverimento dell’habitat forestale (incendi e rimozione di piante morte o malate) determina una minaccia per la sua sopravvivenza. In Italia la specie è vulnerabile secondo la classificazione IUCN. La specie è inoltre presente negli allegati 2 (Specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) e 4 (Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa) della Direttiva Habitat 92/43/CEE.

  • Cerambyx cerdo
  • Cerambyx cerdo
  • Cerambice della quercia
  • Cerambice all'involo
  • Cerambice
  • Cerambice
  • Cerambice della quercia
  • Cerambyx cerdo

Mantis religiosa

La Mantide religiosa (Mantis religiosa LINNAEUS, 1758), denominata anche mantide europea è una delle specie più comuni dell'ordine Mantodea.

Etimologia

Il nome del genere deriva dal greco "Mantis", cioè profeta, indovino, e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori che ricorda un atteggiamento di preghiera. Descrizione] La femmina è lunga circa 7,5 cm, il maschio 6 cm. La sua colorazione varia dal verde brillante al marrone chiaro. L'esemplare femminile si distingue facilmente per la presenza di due chiazze nere, una per ogni zampa anteriore, lato interno, simili ad un occhio quando mostrate a scopo difensivo.

Biologia

Le neanidi della mantide in natura nascono in maggio/giugno, per diventare adulte nel mese di agosto. Le uova vengono deposte in ooteche, prodotte dalla femmina, durante la stagione fredda. Ogni ooteca contiene in media 60-70 uova e può arrivare fino a 200. L'accoppiamento delle mantidi è caratterizzato da cannibalismo post-nuziale: la femmina, dopo essersi accoppiata, o anche durante l'atto, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell'accoppiamento. Questo comportamento è dovuto al bisogno di proteine, necessarie ad una rapida produzione di uova; prova ne è che la femmina d'allevamento, essendo ben nutrita, sovente "risparmia" il maschio. Si nutrono di mosche, grilli e altri piccoli insetti. Sanno camuffarsi facilmente tra le foglie, dove aspettano immobili le loro prede. Per difendersi dagli attacchi di insetti antagonisti la mantide apre di scatto le proprie ali per sembrare più grande.

Distribuzione

Le mantidi sono originarie dell'Africa, da cui si diffusero rapidamente nell'Europa meridionale e all'Asia minore. Si è diffusa anche in Nord America a partire dal 1899, forse importata accidentalmente con un carico di piante da vivaio. La loro diffusione dipende soprattutto dalla richiesta di alte temperature. La loro presenza è infatti notevolmente inferiore nell'Europa centrale e quasi inesistente nell'Europa del Nord. In Germania sono considerati animali protetti e la loro cattura è vietata. In Italia è abbastanza comune in tutto il territorio, dalle zone prealpine sino alla fascia costiera, isole comprese.

Allevamento

La mantide religiosa comune è un animale facile da allevare. È possibile farlo vivere in grossi terrari arredati con vegetali vivi. In realtà basta un po' di terra sul fondo e un ramo o una piantina per aggrapparsi. L'alimentazione va fatta un giorno si e un giorno no a iniziare dal secondo giorno in cui è in allevamento. Le prede vive possono essere: grilli, cavallette, mosche (adulte e larve), formiche, tarme della farina (tutti gli stadi), in sostanza ogni insetto che sia grande la metà del corpo della mantide. Gli esemplari appena nati, viste le minute dimensioni, hanno bisogno di prede molto piccole e possono essere nutrite con Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta. È possibile anche fornire prede morte, avvicinandole con delle pinzette alla bocca dell'esemplare. La teca va nebulizzata ogni 2 o 3 giorni per permettere alla mantide di bere.

  • Mantis religiosa
  • Mantis religiosa copula
  • Mantis religiosa
  • Mantis religiosa
  • Mantide
  • Mantide
  • Mantis religiosa
  • Mantis religiosa
  • Mantis religiosa

Oedipoda germanica

Dimensioni: maschio 16-22 mm, femmina 22-30 mm.   


Descrizione:

senza dubbio gli ortotteri più familiari, quelli che vivono nell’erba, sui terreni aridi e rocciosi e, nei pomeriggi estivi, riempiono le nostre colline di ronzii.  Hanno antenne corte e robuste, e non presentano  organi uditivi sulle zampe (cosa che hanno i tettigonidi). I timpani sono situati sui lati dell’addome. Il pronoto presenta una carena mediana. L’ovopositore è piccolo e spesso parzialmente nascosto; si possono tuttavia distinguere i sessi dall’estremità posteriore che è sempre rilevata nei maschi. Le femmine depongono le uova in grappoli di una dozzina, appena sotto la superficie del suolo o alla base dei ciuffi d’erba. I grappoli sono coperti successivamente da una sostanza schiumosa; questa indurendosi forma un involucro che serve a proteggerli in autunno e in inverno. La schiusa inizia in primavera e gli adulti compaiono a giugno dopo quattro mute. La stridulazione (canto) è prodotta dalle zampe posteriori la cui faccia interna presenta i denti stridulatori. Quando canta,l’insetto sposta le zampe in alto e in basso, strofinando i denti stridulatori contro una venatura indurita delle ali anteriori. Anche le femmine di queste specie sono in grado di cantare,ma i dentelli sono più piccoli che nei maschi ed il suono prodotto risulta molto più dolce.  Molto simile a Oedipoda caerulescens. Differisce per le ali rosse anzi che turchesi e per il barbo dei femori posteriori con discontinuità smussata e non angolosa.


Distribuzione e habitat:

vive negli stessi ambienti di Oedipoda caerulescens anche se più rara di quest’ultima.


Periodo di attività:

luglio-ottobre.

 

  • Oedipoda germanica
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